martedì 29 ottobre 2013

EASTERN CONFERENCE, ANALISI ROSTER NBA



ENRICO VI PRESENTA : EASTERN CONFERENCE NBA

ANALISI ROSTER NBAIl momento che tutti gli appassionati NBA aspettavano sta finalmente arrivando e la gara tra gli Indiana Pacers e gli Orlando Magic, che precede il big match tra Heat e Bulls, inaugurerà ufficialmente la stagione 2013/2014. In che condizioni è Derrick Rose? Riuscirà LeBron a vincere il terzo titolo consecutivo? Le risposte non possiamo ancora darvele, ma iniziamo ad analizzare quello che ci possiamo aspettare dalla Eastern Conference.
LA FAVORITA
Miami Heat (2012/2013: 66-16)
Inevitabile. Se una squadra vince due titoli in fila e non cambia l’ossatura della squadra non può che partire con i favori del pronostico. Ci sono ancora LeBron, Wade, Bosh, Chalmers, Cole, Battier, Chris Andersen, Haslem e Ray Allen, giocatori a cui la dirigenza degli Heat ha affiancato le scommesse Beasley e Greg Oden. La franchigia della Florida ha gli occhi di tutto il mondo puntati addosso e in molti sperano di non vedere gli Heat di nuovo in parata per le strade di Miami con un altro anello al dito. Spoelstra può tuttavia contare su una squadra di immenso talento e, soprattutto, su LeBron James, il re del parquet che ha dimostrato oramai di convivere in maniera splendida con la pressione. E se three-peat dovesse essere, la leggenda di LeBron continuerebbe a salire di livello.
LE RIVALI
Chicago Bulls (2012/2013: 45-37)
Mai come quest’anno i Bulls arrivano carichi alla prima palla a due della stagione. Il motivo di questo fermento ha ovviamente un nome e un cognome: Derrick Rose. A Chicago sono convinti che D-Rose sia più in forma di prima dell’infortunio e che le sue prestazioni saranno in grado di portare l’ex squadra di Michael Jordan di nuovo ai vertici dell’NBA. Una cosa è certa: già negli scorsi Playoffs, senza Rose, i Bulls hanno lanciato un chiaro segnale a Miami. Hanno dimostrato di non volersi tirare indietro davanti a niente e, con la loro stella che ritorna in campo, potrebbero dare vita ad una stupenda battaglia nel caso dovessero incontrare di nuovo i campioni in carica durante la post-season.
Indiana Pacers (2012/2013: 49-32)
Non avranno il roster stellare delle due squadre di cui abbiamo già parlato, ma i Pacers di coach Vogel sono una delle realtà più importanti della lega. Nella passata stagione hanno costretto gli Heat a gara 7 nelle finali di Conference, trascinati da un Paul George sempre più superstar e da un Roy Hibbert che nel pitturato fa veramente la differenza. Due nomi su tutti per la stagione che sta per cominciare: Danny Granger e Luis Scola. Granger è la “ex stella” dei Pacers, il principale terminale offensivo della squadra due stagioni fa, decisamente scavalcato nelle gerarchie durante la stagione 2012/2013 a causa di un grave infortunio. Il nativo di New Orleans è chiamato a ritagliarsi un nuovo ruolo nella squadra di Vogel, magari partendo dalla panchina. Scola è invece l’aggiunta più importante dei gialloblu: arriva al posto di Hansbrough e garantisce ulteriore qualità ad un reparto lunghi dall’elevato tasso tecnico.
Brooklyn Nets (2012/2013: 49-33)
Gli anni sono passati per Kevin Garnett e Paul Pierce, senza dubbio. Ma la mentalità resta sempre la stessa. I due, compagni di squadra dal lontano 2007, vanno ad impreziosire un gruppo che già senza di loro aveva ottenuto un buon quarto posto in regular season nella passata stagione. Il quintetto composto da Deron Williams, Joe Johnson, Paul Pierce, Kevin Garnett e Brook Lopez è probabilmente il più completo dell’NBA. Starà ad un coach esordiente, uno sconosciuto di nome Jason Kidd, trovare le giuste mosse per far funzionare una squadra con tanti (troppi?) protagonisti. Dalla panchina escono veterani di grande sostanza come Jason Terry, Andrei Kirilenko e Reggie Evans. I Nets sperano che una media di circa 31 anni per giocatore non comprometta più di tanto la salute della squadra nel corso dell’anno.
New York Knicks (2012/2013: 54-28)
Anche se prima non abbiamo usato direttamente quest’espressione, parlando dei Nets abbiamo richiamato il concetto di tanti galli nel pollaio. La descrizione funziona perfettamente quando ci si riferisce ai New York Knicks, una squadra che ha aggiunto ulteriore potenziale offensivo con l’acquisizione di Andrea Bargnani dai Toronto Raptors. L’arrivo più eclatante è tuttavia quello di Metta World Peace, che approda in un gruppo già ricco di teste calde come J.R. Smith, Kenyon Martin e Carmelo Anthony. Sicuramente le partite dei Knicks saranno esplosive, sotto molti punti di vista. Difficilmente Stoudemire potrà dare un contributo tangibile alla squadra: il suo minutaggio dovrà essere fortemente limitato e molto probabilmente non potrà giocare due partite in giorni consecutivi.
DA TENERE D’OCCHIO
Cleveland Cavaliers (2012/2013: 24-58)
Kyrie Irving è oramai una stella dell’NBA, consacrata con la convocazione all’All-Star Game della passata stagione. Ora al nativo di Melbourne aggiungete il talento di Dion Waiters e Tristan Thompson, la solidità di Anderson Varejao e un sesto uomo come Jarrett Jack. Ho dimenticato qualcuno? Sì. Anthony Bennett per esempio, prima scelta al Draft 2013. Una scelta che ha fatto discutere. Il canadese ha tuttavia mostrato alcuni abbaglianti lampi di talento durante la pre-season. Manca ancora un nome all’appello: Andrew Bynum. Ha saltato tutta la scorsa stagione, ma è pronto a rimettersi in gioco. E se dovesse rientrare per davvero, i Cavs potrebbero fare paura a molti.
Washington Wizards (2012/2013: 29-53)
Potrebbe essere l’anno decisivo per la prima esperienza ai Playoffs di John Wall. Il giovane playmaker della franchigia capitolina è migliorato stagione dopo stagione ed è pronto a caricarsi sulle spalle la squadra. Negli ultimi giorni i Wizards hanno aggiunto Marcin Gortat sotto canestro, mentre al Draft hanno preso il versatile Otto Porter. Beal, nonostante sia solo un sophomore, garantisce un ottimo rendimento. Poi ci sono Ariza, Nene, Seraphin e Webster. Insomma, Washington ha le carte in regola per giocarsi l’accesso alla post-season.
Detroit Pistons (2012/2013: 29-53)
Probabilmente il colpo di maggiore impatto dei Pistons, almeno sul piano emotivo, resta il ritorno di Chauncey Billups, che con questa maglia ha vinto il titolo del 2004 in finale contro i Lakers di Kobe e Shaq. Ma il mercato di Joe Dumars non ha portato solo la commozione di questo ritorno: si aggregano alla rocciosa coppia Monroe-Drummond anche due giocatori di assoluto livello come Josh Smith e Brandon Jennings, senza dimenticare il nostro Gigi Datome e Kentavious Caldwell-Pope, arrivato dal Draft. La stagione dei Pistons dipende quasi interamente dalla convivenza tra Smith, Monroe e Drummond sul parquet. Se questi tre dovessero fare faville assieme, poche altre squadre in NBA potrebbero opporre a coach Maurice Cheeks una frontline di simile livello.


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