giovedì 4 aprile 2013

Serie A: L'INTER VINCE COL CUORE



L'EDITORIALE DI ENRICO

L'INTER VINCE COL CUORE


Per chi non avesse visto la partita invito a non lasciarsi ingannare dal risultato, perche' la realta' e' ben diversa. Infatti nonostante una classifiica decisamente tranquilla, la Sampdoria ha messo alle corde l'Inter fin dalle prime battute, giusto per far capire ai nerazzurri che i tre punti avrebbero dovuto sudarseli. Grande , grandissimo Handanovic, capace di interventi strepitosi che hanno impedito ai blucerchiati di farmale ad una squadra bisognosa di vincerle tutte da qui alla fine del torneo, visto che Milan e Napoli viaggiano a mille. 

Come insegnava er Paron Nereo Rocco, un buon catenaccio con improvvise accellerazioni in contropiede, e' la soluzione ideale sia quando si incontrano avversari superiori, sia quando non si sta attraversando un periodo di forma smagliante. Ed ecco che Stramaccioni imposta una gara tutta di contenimento, viste le sbavature difensive palesatesi tra l'altro con una Fantozziana caduta nella propria area da parte di Johnatan con la palla al piede, che per poco non causa un disastro irreparabile. In avanti tanto c'e' un giocatore in stato di grazia assoluto che specie nell'azione del secondo gol, si traveste da Pele' nel film "Fuga per la vittoria" e scartando i propri avversari come birilli , finisce davanti al portiere insaccando con una facilita' disarmante. Si perche' se ci si aspettano assist da parte dei compagni, allora aspetta e spera, visto che nella meta'campo nerazzurra manca fosforo e urge intervenire in campagna acquisti per ridare qualita' a questo reparto, che vede molti portatori d'acqua ma nulla di piu'.

Tre punti d'oro insomma, concquistati con un'umilta' e un cuore ammirevoli, nella speranza che d'avanti rallentino, visto che ormai mancano otto turni e il distacco e' ancora di un certo rilievo. Complimenti comunque alla Sampdoria, capace di esibire un gioco e una freschezza notevoli, come fosse una lontana parente di quella squadra che sotto la guida di Ciro Ferrara appariva di una fragilita' imbarazzante, incapace di abbandonare i bassifondi della classifica. Evidentemente questo Delio Rossi, al di la' dell'antipatico episodio con Lijaicic, e' un tecnico coi fiocchi che riesce a impreziosire pure un materiale di non altissimo profilo e magari meriterebbe palcoscenici piu' prestigiosi, visti gli ottimi risultati ottenuti pure con la Lazio.

GIORDANO ENRICO

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