venerdì 1 giugno 2012

Prandelli: se serve non giochiamo l'Europeo


Chi sbaglia a casa!
di Vittorio Rotondaro

"Non mi piacciono le crociate. Se dobbiamo giocare l'Europeo in questo clima di dubbi e incertezze, allora meglio ritirarsi." Questa è la dichiarazione shock del ct Cesare Prandelli, un vero e proprio sfogo a chi alludeva, per l'ennesima volta, allo scandalo delle scommesse. Parole forti, si, ed in parte vere ma è visibile a tutti che Prandelli stesso ha contribuito a riscaldare ancor di più questo clima già di suo accesissimo. 

Vi spiego il perchè. Ricordate quel tanto decantato codice etico, fortemente voluto dal ct per punire chi sgarrava? Beh, tale codice è andato a farsi benedire. Febbraio 2012: Balotelli viene sostituito da Mancini e lui lo manda a quel paese: Prandelli giustamente non lo convoca per un'amichevole: questo episodio è costato la convocazione a Super Mario. Giustamente aggiungerei. Chi gioca in Nazionale rappresenta un'intera nazione, deve dare l'esempio e così non va bene. Maggio 2012: a Domenico Criscito viene consegnato un avviso di garanzia, è indagato infatti dalla procura di Cremona per associazione a delinquere, si parla di un Lazio-Genoa 4-2 dello scorso anno. 

Il giorno dopo Prandelli in conferenza stampa, annuncia l'esclusione del terzino dello Zenit dalla lista dei 25 che poi diventeranno 23: giusto. Tra i 25 figura però, anche Leonardo Bonucci che dal 3 maggio scorso, risulta indagato anch'egli per un Udinese-Bari 3-3 del 2010. Nulla di strano, tanto poi da 25 si passa a 23 no? Si, 23, ma con Bonucci. A casa Ranocchia e Destro. 

Perchè Prandelli? Il codice etico non vale più? Le crociate credo che non piacciano a nessuno, ma in questo caso ti tocca combatterle; mettere Bonucci nella lista dei 23 ha fatto indubbiamente scalpore. Nulla contro Bonucci, buon giocatore senza dubbio, ma le regole ci sono per tutti. E il sostituto in quel ruolo c'era, eccome se c'era. Andiamo ora a combattere queste crociate, pardon, giocare questi Europei. Hai voluto la bicicletta rotta Prandelli, ora pedala...

Vittorio Rotondaro

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